28 ottobre 2010

2010 - The Stone Age

Oggi, per la prima volta nella mia vita, ho fatto una ricarica Postepay.
Entro all'ufficio postale sotto casa e dopo aver esposto le mie necessità alla signora allo sportello, dotata di una flemma degna di Aleksej Stachanov, mi viene consegnato un foglietto sul quale vengo invitato a scrivere a penna, nell'ordine: cognome e nome mio e del beneficiario, tipo, numero, ente e data di rilascio di un documento d'identità, codice fiscale, importo da versare e numero della carta del beneficiario.
Dopodichè, con estrema perizia, la gentile impiegata prende la mia ricevuta e copia dentro il computer tutti i dati che ho appena scritto sul foglietto, che mi viene riconsegnato in copia-carbone come ricevuta.
Mi viene da domandarmi: non sarebbe stato tutto estremamente più semplice se avessi evitato di scrivere a penna cose che dieci secondi dopo sono state immesse in un computer e avesse fatto tutto direttamente la sportellista, evitando anche il rischio che la mia grafia potesse essere interpretata male, dando luogo ad errori evitabilissimi? Quando si dice la tecnologia...

27 ottobre 2010

Matteo vs. il centraruote

Oggi, con l'aiuto del pozzo di saggezza ciclistica Adriano "Cuoco" ho raddrizzato la mia prima ruota, provata da un gradino di più di 20 centimetri che pensavo innocuo e che invece ha provocato le ingiurie della mia amatissima Bianchi Ragno Thomisus. Il risultato è non privo di errori ma la sistemerò la settimana prossima, dopo qualche km di assestamento, come consigliato dal sopracitato vecchio saggio dell'officina. Però in compenso i freni non toccano più il cerchio! Sono proprio fiero di me, sisi!

Edit: non sono uno che ama feste e regali, ma se qualcuno di chi legge dovesse mai decidere di farmene uno, sappia che mi farebbe molto piacere ricevere un centraruote. Ne esistono di vari tipi, modelli e anche molto costosi, ma il più economico dei modelli base credo costi sui 50 euro o poco più...e magari pure con una dima per campanatura.

9 ottobre 2010

Happy birthday, Mr. Putin!

Se ancora avevamo qualche dubbio su quale sia la razza di statisti alla quale il nostro Presidente si ispira per la sua azione di governo, questa non è che l'ennesima, ulteriore conferma. Anzi, stavolta sembra quasi che siano stati loro a copiare da noi. Chissà se manca ancora tanto per vedere a Villa Certosa Kim Il Sung o Mahmud Ahmadinejad.

8 ottobre 2010

Un sacco di fumo, ma di arrosto invece...

Quando dico che gli operatori di telefonia mobile amano fare a gara a chi spara il numero più grosso, è perchè evidentemente la gran parte dei loro clienti non vede mai slides come questa (tratta dal blog di Quintarelli) e pensano di aver fatto l'affare della vita, risparmiandosi l'installazione di una adsl a casa, per cifre comparabili o addirittura minori di una chiavetta internet. L'unica differenza è che l'etere è un mezzo condiviso,  e soprattutto, scarso. La pubblicità dei millemila megabit che questo o quell'altro ci propongono, purtroppo, è sempre riferita all'eventualità che nella cella non ci sia alcun altro utente collegato in quel momento, e, come si vede dalla figura, l'esperienza reale che l'utente ha è nettamente peggiore. Nella gran parte dei casi, una connessione adsl non troppo distante da una centrale o, per chi ce l'ha, una in fibra o ancora, per chi abita fuori città ma è coperto da un operatore in tecnologia hyperlan (a Mantova, TeaNet), è impareggiabile rispetto alla rete cellulare. Quel tipo di connettività va usato solo da chi ha reali esigenze di mobilità. Vedo ancora fin troppi allocchi che pensano di aver risolto ogni problema con una chiavetta e poi si lamentano che non riescono a fare una videochiamata su Skype o guardare un clip su Youtube.

6 ottobre 2010

Appunti ciclici

Stasera, prima di cena, sono passato in ciclofficina alla ricerca di una nuova bici a bacchetta da restaurare, dato che questa, qualche traditore infame, me l'ha sottratta, nonostante il biglietto che avevo regolarmente lasciato sul telaio.
Forse sono capitato meglio, anche perchè su questa pare che qualcuno ci stesse già lavorando (e spero non si rifaccia vivo, perchè ormai era priva di cartellino) e il movimento centrale, lo sterzo e il mozzo posteriore sono già apposto. I cerchi sono dritti e con tutti i raggi al loro posto. Restano da fare il mozzo anteriore, un sellino da recuperare e i freni, che sono totalmente mancanti...e su questi sono totalmente ignorante purtroppo, spero di trovare qualcosa in rete o di incontrare qualche mente illuminata perchè non so proprio da che parte iniziare.
A breve pubblicherò qualche foto, anche se già so che purtroppo questa nuova biga nulla avrà a che spartire con la splendida maestosità della Umberto Dei che avevo recuperato a luglio. Ma renderà la mia vita un po' più vintage, questo è sicuro.

Sulla strada del ritorno poi ho recuperato da una povera mountain bike incidentata che giaceva abbandonata sin da prima dell'estate in una rastrelliera dalle parti di Porta Venezia ciò che restava di ancora utilizzabile dopo che già qualcun altro l'aveva ampiamente depredata. Due paia di Cantilever Shimano in ottimo stato, un deragliatore e un cambio perfettamente funzionanti completi di comandi e guaine, che andranno a sostituire i componenti ormai troppo usurati del mio velocipede mantovano. Sia pace all'anima sua. Sono certo che dall'alto del paradiso delle biciclette sta guardando orgogliosa come parti di lei stiano ora vivendo (o per vivere) nel pieno delle loro forze in altri telai.

Armi di distrazione di massa


A parte il fatto che mi piacerebbe che i giornali la smettesero di trattare questioni che definire cazzate è un eufemismo, comunque chapeau, signor Ministro.

28 settembre 2010

Senza Donne


Questo video (fino al minuto 10) lo dedico a tutti i miei cari amici (acquisiti, per merito di Giovanni) che lavorano o presto lavoreranno nel campo della grafica, pubblicità e comunicazione. Una rivista, uno spot, un sito web possono essere visti da migliaia di persone e per quanto marginale possa essere il lavoro di un grafico, deve sempre tenere a mente che il suo lavoro può condizionare e influenzare la cultura e la coscienza della gente. Si può essere geniali e creativi senza bisogno di essere volgari, e tantomeno bacchettoni, ovviamente. Ma pare che in Italia spesso ce ne dimentichiamo, in favore di stereotipi e culto del macho latino. Naturalmente, questa è solo una parte dell'ennesimo ottimo lavoro (domenica scorsa si parlava di donne e pari opportunità) del bravissimo Riccardo Iacona, ogni domenica su Raitre alle 21, per ancora tre puntate di Presadiretta.

22 settembre 2010

Una vera tv pubblica


A me Annozero non è che piaccia da morire, anzi, certe volte lo vedo fino alla prima pausa pubblicitaria e poi mi scoccio. Tanto è più o meno un talk show come gli altri, coi politici che si scannano e si parlano gli uni sugli altri. L'unica particolarità, è che a un certo punto parla un tale che per cinque dieci minuti dice un sacco di robe che ai più magari danno un po' fastidio, lo fanno sembrare un tizio supponente, che spara sentenze e che si crede il moralizzatore della tivù ma che purtroppo, sono tutte dei fatti, accaduti o accertati, avvenuti in televisione, scritti sui giornali, sul web o su motivazioni di sentenze depositate in tribunale e non i pensieri di un opinionista di cui è pieno ogni canale. Ecco, forse è solo questo che procura un enorme fastidio a Masi e buona parte dei dirigenti della Rai, che continuano a mettere i bastoni tra le ruote ad una trasmissione che fa il 20% di share medio su tutta la stagione e che porta nelle casse della tv di Stato milioni di euro di introiti pubblicitari, perchè è di questo, che ad un'azienda (se davvero fosse tale), alla fine dovrebbe interessare. Mica solo se si parla dell'Isola dei Famosi...

5 settembre 2010

Disturbo ossessivo-compulsivo

Pare che a via Negri siano leggermente ossessionati dalla figura del Presidente della Camera, tanto da dedicargli una prima pagina al giorno dallo strappo di fine luglio ad oggi, serie che difficilmente sarà interrotta a breve. Dev'essere talmente insignificante in quanto a consenso elettorale che evidentemente vale proprio la pena accanirsi tanto contro di lui ogni giorno...

(via Mante)

Bonus ariano



Penso che arriverei anche a pagare per poter assistere alla scena e vedere l'espressione del sindaco di questo piccolo comune insubre mentre assegna il bonus che il suo comune ha deciso di concedere alle sole famiglie formate da coniugi italiani, a una delle tante, tantissime (ne conosco una pure io) famiglie di cittadini italiani non di origine che lo sono diventati dopo anni di residenza, e sono magari pure di colore. Perchè questa, secondo me, ha tutta l'aria di essere un'iniziativa razzista bella e buona.

26 agosto 2010

Telefona con Gmail, tanto costa uguale

Stasera, appena aperta la posta su Gmail, un simpatico popup mi informava (come confermato poi sul blog ufficiale) di una grande novità. Da oggi è possibile, tramite l'apposito modulo integrato della chat di Gtalk, effettuare chiamate verso rete fissa e mobile a prezzi (a dir loro) vantaggiosissimi e - addirittura - gratuitamente per Canada e Stati Uniti.
Sta a vedere che ho trovato il modo di non pagare, o pagare poco, le chiamate verso i cellulari. In realtà, manco a dirlo, non c'è niente di nuovo sotto il sole, visto che i prezzi sono esattamente in linea con qualsiasi operatore di telefonia fissa, mobile o Voice-over-IP (uno a caso, skype) operante nello stivale italico, al netto di eventuali promozioni.
Al primo che mi spiega perchè mai dovrei spendere non meno di quanto mi costa già una chiamata a cellulare per una qualità che nel migliore dei casi (in quanto VoIP) non è peggiore di quella della rete telefonica, offro una media di Stella (una piccola, se è Davide).

9 luglio 2010

Parole sante

”La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica”: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà, di quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava: E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: “Ma siamo in pericolo?”, e questo dice: “Se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda”. Allora lui corre nella stiva svegliare il compagno e dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda!”. Quello dice: ” Che me ne importa, non è mica mio!”. Questo è l’indifferentisno alla politica.
E’ così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di
asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio
contributo alla vita politica.

È quando leggo pensieri come questo che mi accorgo che di politici degni di tal nome, in Italia, non v'è quasi più traccia. Ci sono solo mezzuomini, ominicchi e quaquaraquà che ci sguazzano, dentro la nostra indifferenza.

1 luglio 2010

La bacchetta del matte

La settimana scorsa, in ciclofficina, ho recuperato il mezzo cadavere di una splendida bici con freni a bacchetta, che ho scoperto poi essere una pregiatissima Umberto Dei. Ai profani (e fino a qualche mese fa ero uno di loro) suonerà piuttosto anonimo, ma è un marchio che nel nuovo vende attorno ai mille euro al pezzo, suppergiù, di bici tipo quelle nella foto. Di lavoro ce n'è ma non sembra troppo, ad occhio. Il vero casino sarà sistemare i freni, dato che ho già visto che mancano dei pezzi e sulle bacchette sono assolutamente ignorante. Scrivo qui in modo da avere traccia di quando l'ho presa in carico. Non vedo l'ora di farmi una pedalata con questo gioiellino tra rotaie e pavè!

24 giugno 2010

E siamo fuori

Da quando iniziano i miei ricordi, non ricordavo che l'Italia non fosse mai riuscita a non qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta dei Mondiali.
Questo ha indubbiamente due vantaggi: il primo è che la smetterò di maledire la Rai e la discutibilissima scelta che devo ancora riuscire a capire di trasmettere 25 (venticinque) partite su 64 (sessantaquattro) dato che il mio interesse per il torneo è ora più che dimezzato.
Il secondo è che forse l'opinione pubblica sarà meno ipnotizzata e quindi più partecipe di problemi ben più gravi, casualmente calendarizzati con vero tempismo svizzero nell'unico mese ogni quattro anni in cui nove italiani su dieci vengono colpiti da una sindrome da rimbambimento acuto che non permette loro di seguire altri programmi televisivi che non siano quelli condotti da Mazzocchi, Galeazzi & co. (per chi ha Sky, Ilaria D'Amico e Fabio Caressa) e leggere giornali che non abbiano le pagine colorate di rosa (e non è un noto quotidiano economico).

Aboliamo il Porcellum! Anzi no, basta cambiarlo un pochino.

Libertà e Giustizia propone un appello molto interessante che consiglio a tutti di sottoscrivere, anche per quel poco che può contare.

Già altri hanno tentato con un referendum di modificare questa brutta legge elettorale, con esiti molto deludenti. Perchè ultimamente sta prevalendo la tendenza da parte dei partiti che non vogliono che un referendum sia considerato valido, di non appoggiarlo semplicemente, così che non possa raggiungere il quorum.

È una strada decisamente più semplice, piuttosto di quella di fare campagna per il no, dato che oltre agli elettori contrari, ci si allea implicitamente anche con tutti quelli che comunque la pensino, si asterranno. E se si tratta di un referendum per riformare una legge elettorale orrenda per i cittadini, ma che fa estremamente comodo ai partiti, di sicuro l'appoggio da parte loro non verrà mai, si può starne certi. Gli fa comodo perchè così poche persone, e quindi non l'intero elettorato, possono decidere chi può sedere e chi no tra gli scranni del Parlamento. E questo significa oligarchia invece di democrazia.

Perchè senza le preferenze, deputati e senatori non sono più chiamati a rispondere di quello che fanno ai cittadini che li hanno eletti, ma ai capipartito che li hanno cooptati. E se vorranno essere rieletti, difficilmente non seguiranno le indicazioni di voto dei loro capigruppo, difficilmente presenteranno disegni di legge "scomodi", difficilmente concederanno o meno la fiducia a un determinato governo a seconda di come la pensano, invece di seguire i suggerimenti del loro capocorrente.

Forse la porposta di LeG è un po' utopica. Credo sia improbabile che la classe politica riformi se stessa, però sicuramente se raggiungerà la giusta diffusione, potrebbe smuovere le coscienze quel tanto che basta per esercitare sulla nostra classe politica quel minimo di pressione necessaria per cambiare passo.

21 giugno 2010

Ma non vi vergognate neanche un po'?



Giulio Tremonti a Repubblica Tv, 13 Marzo 2008 (un mese prima delle elezioni):

La cronoscalata meneghina


Domenica scorsa ho fatto un giretto in bici al Monte Stella (Milano). È una specie di collinetta artificiale sulla quale è stato realizzato un parco nel secondo dopoguerra. L'altezza è parecchio modesta (45 m sul livello della città). Eppure è davvero divertente come i milanesi si sentano davvero tra i sentieri dell'Alto Adige o tra il fango delle prealpi Orobiche cercando di scalare questa vetta maestosa. Ed è uno spasso vedere come ci credono, con le tutine aderenti da ciclista, il caschetto che non si sa mai, le gomme tassellate, il telaio in carbonio e i freni a disco...e la borraccia eh, che quando si arriva in cima bisogna integrare un po' di liquidi con un goccio di Gatorade!

20 giugno 2010

Milena Gabanelli ad Asola (MN)

Ieri, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione del gruppo Scout Asola 1, Milena Gabanelli è stata ospite degli scout all'interno di una delle tante iniziative intraprese dal gruppo per questa occasione.

Milena è una che certo non ha bisogno di presentazioni, ma per i pochi sfortunati che non lo sapessero, è la storica conduttrice (da 13 anni!) di una delle più importanti, forse la capofila, trasmissioni di giornalismo d'inchiesta in onda sulla tv pubblica, una delle poche per le quali vale la pena di pagare il canone, ossia Report, in onda ogni domenica alle 21.30 su raitre (la stagione 2009/2010 è però appena finita).

Le sue inchieste hanno spesso messo in luce le distorsioni più assurde di certi meccanismi della nostra cara vecchia Italia, dal mondo della politica a quello dell'imprenditoria, agli istituti di credito agli sprechi del settore pubblico, e via dicendo...

Di seguito quindi i due spezzoni dell'intervento: sono circa due ore, di cui consiglio l'ascolto a tutti!

Milena Gabanelli al cinema S. Carlo di Asola (MN) - Parte 1 di 2 by ilmatte

Milena Gabanelli al cinema S. Carlo di Asola (MN) - Parte 2 di 2 by ilmatte

17 giugno 2010

Intercettateci tutti





Raramente mi trovo d'accordo con le scelte dei dirigenti nazionali del PD, ma ogni tanto, fortunatamente trovano il coraggio di scuotersi dal torpore che li avvolge e tentare di praticare qualche cosa che abbia le sembianze di un'opposizione al peggior governo degli ultimi 150 anni, per parafrasare le parole del suo stesso Presidente.

Sembra infatti che l'ormai famigerato ddl intercettazioni (o meglio, elimina-intercettazioni) procuri qualche conato di vomito anche al principale partito di opposizione, che ha lanciato questa lodevole iniziativa per eliminare, con un emendamento, una delle tante porcherie che è stata infilata in questa legge.

Vale a dire l'obbligo di rettifica, uno strumento che già esiste nel caso dei prodotti editoriali "normali" come quotidiani, riviste, giornali web e quant'altro, ma che verrebbe esteso, se non verrà cambiata la norma, anche a tutti i generici "siti informatici", un modo quindi per cacciarci dentro anche tutti i siti, portali e blog gestiti in modo amatoriale o comunque assolutamente non editoriale.

L'obbligo avrebbe come tempo massimo per ottemperare alla rettifica un termine di 48 ore, un tempo ragionevole per una redazione di un quotidiano che lavora 365 giorni l'anno, ma assolutamente esiguo per chi gestisce un blog, come ad esempio il sottoscritto, che magari potrebbe anche non badarci per un weekend o un'intera settimana ritrovandosi poi ad incorrere in gravi sanzioni (del tipo di multe a tre zeri, se non peggio).

Invito dunque tutti quanti come me hanno un piccolo o grande blog, generalista o di settore che sia, a inserire l'elemento che si vede qua sopra nel proprio, e visitare la pagina web della mobilitazione, dove si può recuperare il codice e segnalare l'indirizzo del proprio sito.

Questa non è una legge ad personam, è molto peggio. Le intercettazioni danno fastidio a tutti, soprattutto ai potenti. Senza distinzioni tra destra e sinistra (Consorte, Fassino e D'Alema sono i grandi precursori in questo senso) e non solo tra i potenti della politica (gli orrori della clinica Santa Rita a Milano, dove medici senza scrupoli operavano chirurgicamente pazienti che non ne avevano bisogno, solamente per percepire i rimborsi dovuti dall'accreditamento delle strutture in Regione). Mai avremmo potuto sapere se questa legge fosse stata in vigore.

Essere spiati non fa certo piacere a nessuno, e molto spesso più di un giornale ci ha marciato dentro pubblicando cose che nulla avevano a che vedere con le indagini nè tantomeno con l'etica pubblica, ma solo per il gusto di rendere noti gossip e conversazioni pruriginose, ma certe persone devono avere la consapevolezza che gli affari che sono chiamati a gestire a causa della loro professione sono molto spesso soprattutto affari nostri, e devono accettare la possibilità di poter essere intercettati in ogni momento. Se niente hanno da nascondere, nulla avranno da temere.

16 giugno 2010

Italians do it worse

Spendo qualche riga per commentare il post precedente anche perchè ha originato una accesa discussione con Giovanni. Innanzitutto vorrei descrivere bene la scena, a scanso di equivoci. Nel già citato viale Vittorio Veneto, trovavo, come ritratto nella foto, un'auto della Polizia parcheggiata in doppia fila, impedendo a due auto parcheggiate in modo regolare di poter eventualmente uscire. Preciso inoltre che detta auto non aveva nè lampeggiante nè tantomeno sirena in funzione, ma solo le luci di emergenza.
Giovanni sostiene che alla fine, scattando quella foto,  non ho ritratto niente di eccezionale. Che tutto sommato non è niente di speciale vedere un'auto della Polizia che fa quello che facciamo tutti noi quotidianamente. Anzi, non mi sembra che ci abbia trovato nemmeno nulla di particolarmente scandaloso o illegittimo. Nessun abuso quindi. E sarà sempre così, è una cosa che gli italiani hanno sempre fatto e non cambierà mai.
Ecco, a me invece scene come quella fanno incazzare di brutto. E ancora di più la rassegnazione che fa accettare anche stupidaggini come quella. Perchè si, è una cosa insignificante, ma è da lì che parte tutto. È anche dal far finta di dimenticarsi di chiedere lo scontrino, dall'accettare lo sconto di 20 Euro dal dentista pur di non farsi fare la fattura, nello stare zitti se il vicino decide di recuperare il sottotetto senza dire niente a nessuno, nel farsi i cazzi propri se vediamo qualcuno che rompe qualcosa che non è di nessuno proprio perchè è di tutti, nell'implorare il ghisa di turno che "dottò, tengo famiglia" anche quando siamo passati con un rosso grande come una casa, o accettare di prendere una camera in affitto a nero perchè ci sentiamo dire che "c'è troppa burocrazia" e poi così magari facciamo qualcosina di meno, e potrei andare avanti per ore.
Se accettiamo tutto questo, accettiamo anche che in galera a suicidarsi ci vadano solo i poveri stronzi, e tutti gli altri furbetti che possono permetterselo tirano fuori un certificato medico e si beccano i domiciliari, accettiamo che le tasse le paghiamo tutti fino all'ultimo centesimo e se ti beccano son dolori, ma se ti chiami Valentino Rossi, puoi trovare una "mediazione" con l'Agenzia delle Entrate, e pagare anche solo un quinto del dovuto, e direi che non è il caso di tirare in ballo Mister B perchè per lui serve un'enciclopedia.
Spero di non aver ecceduto nel populismo ma davvero, vedere una macchina della Polizia in doppia fila con le quattro frecce, o magari pure sul marciapiede dove dovrebbe passare uno in carrozzina o una mamma col passeggino, mi fa davvero incazzare a bestia.

2 giugno 2010

I tutori della legge

Milano, 1 Giugno 2010, le 19 circa in viale Vittorio Veneto. Quando si dice "dare l'esempio"...

23 maggio 2010

Il nuovo che avanza

Come spesso mi capita di notare, Mantellini, nei suoi editoriali per Punto Informatico, delinea brillantemente i tratti distintivi della nostra classe dirigente fatta di gerontocrati. Non sanno neanche ciò di cui stanno parlando.
Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Berlusconi, durante una conferenza stampa in occasione della visita del Presidente egiziano si è avventurato (http://www.youtube.com/watch?v=kEu20JRW0YA) , con qualche esitazione, in un discorso sulla centralità delle nuove tecnologie ed ha storpiato il nome del più utilizzato motore di ricerca al mondo chiamandolo “Gogol”. Un motore californiano trasformato in un romanziere russo non è cosa di tutti i giorni. Molti si sono giustamente domandati, anche fra quel 50% di italiani che non conoscono i segreti di Internet, come sia possibile che il Premier non sappia pronunciare un termine che conoscono perfino le pensionate del circolo dell’uncinetto. Mai letto un articolo di giornale? Mai ascoltato qualcuno che citava Google? Mai avuto una curiosità seppur minima e occasionale per una delle parole centrali della società contemporanea da almeno 10 anni a questa parte? Anche questo è un segno del mondo che cambia: inevitabilmente, anche nei fondamentali, qualcuno resta indietro. C’è da restare meravigliati nello scoprire che fra gli irrecuperabili vanno compresi i vertici decisionali del Paese.

Flash mob a Milano

Scopro solo adesso che tra poco meno di un'ora esatta si scatenerà una fantastica battaglia dei cuscini a Milano, in piazza Leonardo da Vinci (MM2 Piola) alle 16.15. Chi può, vada. Se se solo l'avessi saputo prima...

14 maggio 2010

Meno tasse per tutti


È davvero curioso che il capo del partito che dal 1994 ripete come fosse un mantra che vuole abbassare le tasse che soffocano la vita di cittadini ed imprese (a proposito, qui un divertente collage-post del buon Sandro Gilioli), convochi a Palazzo Chigi i presidenti di sei regioni del Centro Sud con le pezze al culo per comunicar loro che devono rientrare al più presto dai loro debiti se non vogliono rinunciare ai FAS, i fondi per le aree sottosviluppate. In che modo? Ma aumentando le tasse, parbleu! Mi permetto timidamente di sottolineare che in due di queste sei regioni tale partito è stabilmente al governo dal più di 10 anni, così come in altre tre, esclusa la pausa 2005-2008/2010 (in Abruzzo ci sono state le elezioni anticipate). Se proprio non ci riesce il centrodestra a tagliarle, chi mai dovrebbe farlo?

29 aprile 2010

Clà, e fai il gesto, daje!


RaiNews24: Bufera politica sul ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola il cui nome e' stato fatto nell'inchiesta di Perugia sul G8 alla Maddalena (con la presunta vicenda dell'acquisto di un immobile per la figlia). Antonio Di Pietro ha subito chiesto le dimissioni del ministro, mentre il Pd ha sollecitato chiarimenti invitando Scajola a riferire direttamente in Parlamento sulla vicenda. Per contro, dal Pdl e' salito un coro di solidarieta' in difesa del ministro che oggi e' stato anche a colloquio con il premier Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli.

Dai, Claudio, siamo tutti qui che ti aspettiamo per la solita pantomima che va in scena ad ogni scandalo tutte le volte che un Ministro o un pezzo grosso del Pdl con incarichi in Parlamento viene invischiato nell'ennesima inchiesta di tangenti-corruzione-collusione-nepotismo-clientelismo (Bertolaso, Cosentino, Fitto, ...). Vai dal capo a Palazzo Chigi e gli dici: "Mi dimetto!". Poi lui, dall'alto dei poteri che il Popolo Sovrano gli ha plebiscitariamente concesso, ovviamente le respingerà e oplà, la tua poltroncina sarà di nuovo lì, prontamente riposizionata sotto al tuo sedere.

26 aprile 2010

Credo sia il caso di darsi una mossa

Sembra che il tanto discusso e finora non ancora raggiunto "picco" del petrolio, cioè il momento dopo il quale l'offerta di greggio sarà strettamente minore della domanda (oggi, visto che ancora non l'abbiamo raggiunto, è il contrario), stia per arrivare. E non lo dicono i soliti cazzo di ambientalisti, ma autorevoli fonti governative statunitensi. Forse, invece di cianciare di centrali nucleari pronte nel 2030 (a proposito, nessuno si ricorda che giorno è oggi?), sarebbe il caso di sfruttare meglio altri tipi di energia, pronti subito. Non so, ad esempio qualcuno dei miliardi di Watt che, dall'alba al tramonto, il sole ci regala ogni giorno. E di far circolare qualche automobile in meno per fare usi più nobili del petrolio, invece di bruciarlo in comode stufette di metallo semoventi dai rendimenti termodinamici ridicoli sulle quali ci sediamo ogni giorno per fare quasi sempre spostamenti del tutto inutili, o facilmente sostituibili con mezzi largamente meno spreconi, rumorosi e inquinanti.

22 aprile 2010

Cronache da Marte


O almeno, mi piacerebbe che fosse davvero così. Perché come dice un mio grande amico, se è indagato pure Maldini e magari salta fuori che i magistrati c'hanno pure ragione, io non so davvero più a chi credere...

20 aprile 2010

Io la sporta me la sono portata


Cos'è quella cosa che la usi dieci minuti ma può durare fino a cent'anni? Dopo essermi dato una risposta a questa domanda, qualche settimana fa (con un po' di ritardo, effettivamente), ho deciso una volta per tutte di porre fine alla barbara pratica dell'acquisto di shopper di plastica dopo aver fatto la spesa acquistando due bellissime e resistentissime borse per la spesa, da riusare più e più volte. Una volta fatta questa scelta nel nome della sostenibilità ambientale, però, è sorto un problema collaterale: le sportine che un tempo venivano conservate e riutilizzate per raccogliere la spazzatura indifferenziata di casa, hanno iniziato a scarseggiare, rendendo così indispensabile l'acquisto di sacchetti appositamente pensati per raccogliere l'immondizia di casa. Ora, vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè, posto che generalmente il sacchetto che ti offrono il panettiere o il salumiere è gratis, e quello che ti vende un qualsiasi punto vendita della grande distribuzione costa dai tre ai cinque centesimi, dovrei pagarne dai sette centesimi (quelli che ho acquistato oggi in promozione, 20 sacchetti a 1,39 euro) fino a dieci o quindici l'uno nel peggiore dei casi, per giunta per qualcosa che non ha neppure delle maniglie. Faccio prima (prima del bando totale che dovrebbe essere previsto per la fine di quest'anno) a fare incetta di sacchetti alla cassa, quindi.

La dura vita di chi è in perenne conflitto di interessi


Silvio Berlusconi: la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra e in generale la letteratura, Gomorra (di Roberto Saviano ndr) e tutto il resto

A parte il fatto che sarei curioso di sapere qual è la federazione che si occupa di stilare il ranking all'interno del quale la mafia italiana occupa il sesto posto (è la sesta al mondo per cosa? numero di affiliati, giro d'affari, numero di beni confiscati, ...) e comunque, detto tra noi,  sesti nel mondo, quando siamo nei primi otto paesi industrializzati e tra i pochi che, malgrado tutto, possono ancora ritenere di entrare nel novero delle democrazie "occidentali" e liberali; una domanda mi sorge spontanea: ma l'editore che pubblica questo libro così osteggiato dal premier, non ha proprio lui come azionista di maggioranza?


E poi, dato per assodato che per "potenza" siamo sesti, e dunque probabilmente i primi cinque saranno la mafia russa, quella cinese, e qualche cartello del narcotraffico sudamericano o mediorientale, forse si, siamo più popolari che potenti (a proposito, altro problema per metrologi: in cosa si misura la popolarità?). Ma non sarà che la mafia italiana è così popolare appunto perché è proprio quella italiana ad essere così potente?

14 aprile 2010

Sono stato frainteso...


Ansa: Il segretario di Stato vaticano Bertone si riferiva alla problematica degli abusi all'interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale.Lo precisa padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, rispondendo alle polemiche scoppiate sulle dichiarazioni in cui veniva indicato un nesso tra pedofilia e omosessualita'
 Ah, ecco...mi pareva d'aver capito male. Chissà perchè mi ricorda qualcuno...

29 marzo 2010

Endorsement

Quello che vado a scrivere nel pieno della notte, a onor del vero, non è un vero e proprio endorsement, in quanto non sono presenti indicazioni di voto esplicite (anche perchè in teoria non si potrebbe, dopo la mezzanotte di sabato), piuttosto un invito ai tanti, troppi che fino a questo momento non sono andati ancora a votare. Era nelle previsioni, infatti, vista anche la campagna elettorale al vetriolo (che ogni anno mi sembra sempre peggio di quella prima), e forse riusciremo a fare meglio della Francia dove, una settimana fa, meno della metà del corpo elettorale si è presentato alle urne.

Vorrei ricordare a quanti si cimentano giorno dopo giorno nel più tradizionale dei passatempi italiani, ovverosia il tipico atteggiamento sfascista del "ma tanto sono tutti uguali", "pensano solo alle poltrone", "mi sono rotto di turarmi il naso e votare il meno peggio" o ancora "poi fanno sempre quello che vogliono", che l'unica possibilità non violenta che tutti noi cittadini abbiamo per decidere chi (tutto sommato, fino a prova contraria, è proprio così) deve gestire e amministrare i nostri soldini è rappresentata dalla possibilità che abbiamo di andare in un seggio ed esprimere la nostra preferenza. Quindi poi non ci lamentiamo se i politici che occupano gli scranni delle nostre istituzioni fanno le cose più ignobili perchè in questo caso le possibilità sono due: o ce li abbiamo mandati noi, oppure, ed è molto peggio, abbiamo fatto decidere qualcun altro al nostro posto.

Visto che magari potrebbe anche venire in mente a qualcuno che, siccome a votare non ci va più nessuno, allora le elezioni non servono più e si può fare a meno di consultarli, i cittadini, direi che anche se non abbiamo la più pallida idea di cosa differenzi il PD dal PDL (a parte una lettera) o l'Alleanza per l'Italia dall'Italia dei Valori e via dicendo, è proprio il caso di farcela venire quanto prima ed esercitare quello che in fin dei conti è un nostro diritto, nonostante sembra che ci costi così fatica metterlo in pratica.

L'importante, soprattutto, è utilizzare un istituto che purtroppo per le elezioni politiche ci è stato negato, ossia il voto di preferenza. Questo è il principale mezzo per selezionare la nostra classe dirigente, e molto spesso ce ne dimentichiamo, barrando semplicemente il simbolo che ci piace di più, quasi sempre sulla base delle informazioni che ci vengono dalla televisione, che parla di politica nazionale, che è frequentemente molto diversa da quella locale, facendo così scegliere chi far sedere in consiglio ai gerarchi di questo o quel partito. Di bravi politici ce ne sono dappertutto, anche se non sono molti. Basta saperli trovare, cercando qualche loro notizia in rete e curiosando tra i più anonimi, quelli che sentiamo nominare meno spesso, o gli indipendenti, che sono in diverse liste per i loro meriti o le loro competenze ma che non fanno parte del partito che li candida. Se possibile abbiamo un occhio di riguardo pure per le donne, che sono costantemente in nettissima minoranza sia a destra che a sinistra e che, guarda caso, nei paesi del nordeuropa che spesso guardiamo come esempio di civiltà e culture più avanzate della nostra, sono invece quasi sempre alla pari coi loro colleghi maschi.

Buon voto a tutti (quelli che sono rimasti)!

19 marzo 2010

Prima vennero

Als die Nazis die Kommunisten holten,
habe ich geschwiegen,
ich war ja kein Kommunist.

Als sie die Sozialdemokraten einsperrten,
habe ich geschwiegen,
ich war ja kein Sozialdemokrat.

Als sie die Gewerkschafter holten,
habe ich geschwiegen,
ich war ja kein Gewerkschafter.

Als sie mich holten,
gab es keinen mehr, der protestieren konnte.

(di Martin Niemöller)

Stiamo lentamente rinunciando, giorno dopo giorno, a tanti pezzettini di libertà e diritti.

17 marzo 2010

E adesso, come la mettiamo?

9 Novembre 2009

17 Marzo 2010

Forse che è il ministro per i rapporti col Parlamento, a drogarsi?

16 marzo 2010

Alternative disponibili: BICICLETTA!!!



La scorsa settimana, per una coincidenza, mi sono affidato a Google per raggiungere da casa mia la biblioteca di Bovisa. Peccato che ad un certo punto mi sono ritrovato in una strada a due corsie per senso di marcia delimitata da tre file di new jersey con auto che sfrecciavano a ben oltre i 70 km/h come nella in foto. Non proprio piacevole da percorrere in bicicletta anche per un ferrato ciclista urbano come me.

Io amo Google, e ogni giorno me ne convinco sempre di più. Certo, di fatto per servizi di ricerca e applicazioni web è praticamente l'unico player sul mercato, e tutti sappiamo quanto faccia bene a quest'ultimo un po' di sana concorrenza. C'è da ammetere, però, che è una vera e propria fucina di idee semplici, pratiche e quasi sempre molto intelligenti. Quella di cui voglio parlare oggi è il supporto alla pianificazione dei percorsi pensato esclusivamente per la bicicletta in Google maps (per il momento solo attivo sulla versione statunitense).

Diavolo d'un Google, ci voleva proprio questa! Per ovviare al problema infatti, quando devo andare da qualche parte e pianificare il percorso, di solito scelgo "a piedi" in modo da evitare strade di scorrimento e quant'altro, con l'inconveniente però, che spesso il motore di navigazione mi propone di fare strade in senso contrario. L'opzione "bici" invece, come spiega punto informatico, calcola la strada migliore evitando pericolose strade veloci, faticosi saliscendi e, quando presenti scegliendo piste e corsie ciclabili.

Tanto per fare un esempio, a San Francisco, ben nota per le sue ripide salite e discese immortalate in decine di film, le due immagini seguenti rappresentano lo stesso itinerario calcolato prima per l'auto e poi per la bici. Sensazionale!

Forse avranno fame

Il fotografo inglese David Chancellor è riuscito, vincendo il terzo premio nella categoria People in the News del World Press Photo 2010, in una dozzina di foto decisamente sconvolgenti (qui la stessa galleria presa dal suo sito) a delineare perfettamente uno dei più drammatici problemi che l'Umanità deve risolvere il più presto possibile per potersi permettere di chiamarsi ancora così. Ed è anche la risposta che dobbiamo sempre tenere a mente quando la tv e la stampa di un certo tipo, così come le chiacchiere da bar che non è infrequente sentire ormai dappertutto, si domandano cosa mai vengano a fare certe persone in Italia, perchè non se ne stanno a casa loro invece di venire qui a delinquere e via dicendo. Forse perchè scappano da paesi come lo Zimbabwe, dove guerre, miseria, arretratezza su ogni fronte sono all'ordine del giorno e l'unica alternativa alla morte che si può prendere in considerazione è un viaggio pieno di insidie, in cui nulla è scontato, verso un Paese dove, forse, almeno un pasto ogni giorno lo si riesce a recuperare.

Rendimento garantito

Inizia oggi la prima rubrica del blog, che raccoglierà pensieri negativi, malelingue, cattiverie, malignità, nel segno del formidabile principio andreottiano espresso dal noto aforisma "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".

Domanda. Che cos'è che rende più di un investimento immobiliare, una speculazione in futures sul petrolio, o addirittura del traffico di droga o di armi? Risposta. Un anno di governo Berlusconi, ovviamente solo per le tasche del capo del governo, a giudicare dalle dichiarazioni dei redditi 2009 dei parlamentari paragonate con quelle dell'anno prima.

Sembra infatti che il nostro amatissimo, in un solo anno, sia passato da un reddito dichiarato di 14 milioni a ben nove in più, ossia 23. Ovviamente non ci sogniamo nemmeno di pensare che per qualche esotica manovra finanziaria ci sia qualche entrata saggiamente occultata al fisco dal fiscalista di fiducia di Mr B. Certo però, che in un solo anno, i soldi che sono entrati nelle tasche del Presidente sono aumentati del 58,7%. Si, avete capito bene e la virgola è al posto giusto, quasi il sessanta percento in più!

Certo, magari se il Presidente del Consiglio e i suoi famigliari non fossero a capo di una galassia di società finanziarie, catene di supermercati, assicurazioni, gruppi editoriali, immobiliari nonchè tre degli otto canali televisivi nazionali e una delle tre squadre di calcio più importanti del campionato italiano, è difficile credere che a Palazzo Chigi oltre agli interessi di tutti gli Italiani non si faccia anche un mazzolino di cazzi suoi.

11 marzo 2010

Ciapa su'l camèl

Dopo l'arresto tre mesi fa in diretta tv (epico il video della trasmissione antenna 3 in cui gli veniva comunicato che era stato sottoposto ad ordinanza di custodia cautelare), due righe sul Secolo decimonono ci fanno sapere che Pier Gianni Prosperini ha patteggiato per i reati che gli sono stati addebitati dalla Procura di Milano. L'assessore regionale, famoso per la sua spiccata tolleranza verso immigrati ed extracomunitari nonchè notevole capacità nel dialogo interculturale ed interreligioso, evidentemente aveva qualche scheletro nell'armadio, se ha preferito così invece di addentrarsi nella procedura ordinaria. Nulla da dire, è una possibilità che la legge gli permette, ma che stride un po' con la consueta retorica garantista del "lasciamo lavorare i magistrati, ho fiducia nella giustizia" che caratterizza il suo partito. A proposito, ma adesso che l'hanno condannato, lo avranno espulso? E Pennisi? Per chi non conoscesse il soggetto consiglio comunque la visione dello splendido video-collage che segue:

9 marzo 2010

Estote parati

Si scorge all'orizzonte l'ennesimo voto di fiducia che il Governo pone su un provvedimento all'esame in Parlamento. Forse il peggiore mai presentato e sottoposto alla verifica del legislatore sia sotto il profilo politico che quello morale. Ripassino per i membri dell'opposizione: la questione di fiducia è un istituto parlamentare che permette al Governo di qualificare come fondamentale una legge in esame alle camere. Nel caso si verifichi che il Governo non ottenga detta fiducia dal Parlamento, è quindi tenuto a rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, così come prevede la Costituzione. Come tutti sappiamo il Governo dispone di una amplissima maggioranza in entrambi i rami del Parlamento anche se i suoi senatori e deputati non brillano certo per la partecipazione ai lavori d'aula. Quindi, cari rappresentanti delle opposizioni, visto che già una volta avete scazzato, vedete di non farvi trovare impreparati. Non credo che sarete giustificati.

La fabbrica dei Nerd


Oggi sono passato a fianco ad una bacheca nei pressi della mia università e ho notato questo biglietto, dallo stile decisamente sgangherato, dove si apprende di come Endemol sia alla ricerca di concorrenti per la seconda edizione del reality "La pupa e il secchione", mai più andato in onda dopo la prima del 2006. All'inizio mi sembrava uno scherzo, dato che con un po' di sforzo credo che anche mio cugino che ha sette anni sarebbe riuscito a produrre qualcosa di più decente del foglio che si vede in foto, poi ho scoperto che -purtroppo- è davvero così. E dove si trovano geek e secchioni in abbondanza se non al Politecnico?

5 marzo 2010

Ubuntu si rifà il trucco

Punto informatico lancia la notizia dell'imminente cambio di look di Ubuntu, ripresa dal wiki ufficiale di Canonical (c'è anche qualche immagine qui). Sarà disponibile dalla prossima release, la 10.4, disponibile verso fine aprile, circa. Devo dire che era ora. Noto poi con piacere che finalmente hanno deciso di ridurre un po' dimensioni di caratteri ed icone, dato che con quelle attuali si faceva fatica a far stare tutto dentro un normale schermo a 15 pollici. Iniziamo a farci notare negli specchietti di Apple. Così poi andiamo a doppiare Windows.

4 marzo 2010

Dei delitti e delle pene

La Norvegia, come ogni altro paese scandinavo e del Nord Europa, non perde occasione per darci occasioni di civiltà. È stata appena inaugurata, infatti, probabilmente la più moderna e accogliente prigione di tutto il mondo. Dovrebbe farci riflettere sul significato e il senso dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, come la custodia cautelare, meglio nota come reclusione. Noi infatti, siamo costretti a tenere il conto della nostra civiltà con rubriche come questa sul blog di Metilparaben.

3 marzo 2010

Fotoritocco in the cloud

Dday ci informa che Google ha recentemente acquistato Picnik, un portale gratuito di fotoritocco completamente online, che gli permetterà ben presto di allargare il suo portfolio di applicazioni online anche al photoediting.
Andrà quindi a fare compagnia, solo per citarne alcuni, alla suite di produttività personale (Docs, composta da editor di testi, foglio di calcolo e creazione di presentazione) e alla ormai diffusissima casella di posta elettronica Gmail, che assieme a Calendar diventa quasi un perfetto sostituto di Microsoft Outlook.
In effetti ancora mancava un programma del genere tra la selva di applicativi che già ci offre BigG, e non è un caso che anche il settore del fotoritocco sia entrato a farne parte.

La strategia di Google infatti è, se ci si pensa, per certi versi terribilmente inquietante, ossia rendere letteralmente indispensabile una cosa che mai con nessuno sconosciuto faremmo mai, cioè permettergli di conoscere tutto, o quasi, della nostra vita: i fatti nostri, le nostre abitudini, le nostre preferenze. Dalla mail che scriviamo ai nostri colleghi di lavoro, alla conversazione con la fidanzata o il video delle nostre vacanze.
Il grande progetto che Mountain View spera di realizzare in un futuro piuttosto prossimo nella nostra vita di tutti giorni è, infatti, passare dall'archiviazione dei dati su computer con dischi sempre più capienti e cpu sempre più potenti, all'uso di computer sempre più piccoli, leggeri e, volendo, anche meno performanti di una volta (magari con una piccola memoria a stato solido al posto di un disco fisso, decisamente più rapida e resistente ai maltrattamenti come cadute e vibrazioni) che possano però contare su risorse (spazio e computazione) "in the cloud", come usa dire di questi tempi. Ossia nella rete o, per meglio dire, sui computer e i server di Google.
Non è un caso, infatti, che Google stia cercando da una parte di buttarsi nel business della produzione di energia, e dall'altra di delocalizzare i propri datacenter in paesi freddi come Scandinavia e Siberia dove le spese di condizionamento sono per ovvi motivi decisamente più contenute, proprio per far fronte alle enormi capacità di archiviazione e capacità di calcolo di cui probabilmente dovranno presto aver bisogno.

Certo, penso che ormai solo pochi stolti credano che la ragione sociale del colosso dei motori di ricerca sia "onlus" quando invece è ovviamente "inc", e Google userà tutto ciò che gli forniamo esclusivamente (o quasi) per fare utili e monetizzare i nostri dati profilandoci e fornendo agli investitori pubblicitari la possibilità di offrirci annunci studiati e mirati sui nostri gusti e le nostre abitudini.
Cerchiamo di non dimenticarlo mai quando, con l'entusiasmo del primo giorno di scuola, buttiamo tonnellate di affari nostri sul computer di qualcun altro, stando sempre molto attenti alle impostazioni relative alla privacy di ogni servizio che usiamo, ossia come e quanto i nostri dati sono visibili a un'utenza più o meno vasta, tenendo eventualmente nascoste le informazioni di cui magari siamo più gelosi o riteniamo siano più sensibili.

Da ultimo, ricordiamoci sempre che tanto più un sito, un portale, un servizio web sono diffusi e "famosi", quanto più sarà appetitoso per hacker e cyber criminali di tutto il mondo, esponendoci quindi al rischio che i dati che gli affidiamo possano essere rubati o in qualche modo violati. Con tutte le conseguenze del caso. Ma di questo forse parlerò in un altro post.

La croce non mi da fastidio



Milano, quartiere Isola, qualche settimana fa. :)

2 marzo 2010

Eccolo, il de-cretino


Che cosa avevo detto? La parte migliore è il ministro Rotondi quando dice: "si tratterebbe di un accorto tra gentiluomini per giocare alla pari nel Lazio". Ma che galante. Mi sembra un lupo travestito da agnello.

Update: a proposito di Rotondi, l'aveva detto lui, che faceva più male che bene, la pausa pranzo. Visto che la scusa ufficiale pare essere
Sui motivi del ritardo si rincorrono le ricostruzioni, lo stesso Milioni ha riferito di essere arrivato in tempo e poi, uscito a prendere un panino e rientrato cinquanta minuti dopo i termini, è stato bloccato da una schiera di carabinieri all'ingresso dell'ufficio e da militanti radicali – sostenitori di Emma Bonino, candidata del centrosinistra – che gli avrebbero impedito di espletare le pratiche.

Il mondo all'incontrario

Mentre qualcuno organizza comizi farneticanti sulla democrazia cancellata, dimenticando che forse non era il caso di presentarsi per consegnare la lista dei candidati alle 11.25, quando il termine era alle 12, rischiando, come poi è accaduto, di combinare dei pasticci, qualcun'altro, come il buon Pippo Civati aveva previsto, viene escluso dalla corsa alle regionali lombarde per irregolarità nella raccolta delle firme.
Quanto ci scommettiamo che a breve inizierà il più classico degli scontri istituzionali, ben farcito di insulti ai magistrati rompicoglioni che mettono i bastoni nelle ruote, ai burocrati puntigliosi che si soffermano su sottigliezze invece di pensare a correre dietro ai delinquenti veri, eccetera eccetera?
Ma se fosse capitato al partito dell'ultimo degli st....i, chi si sarebbe stracciato le vesti per difendere il pluralismo, per garantire ai cittadini di poter esprimere il loro voto? Non sarà mica che certi partiti sono più uguali degli altri...?

1 marzo 2010

Rai, di tutto, di più

Ieri, come ormai da due mesi tutti i conduttori di tutte le reti Rai ci ricordavano, era l'ultimo giorno per rinnovare l'abbonamento Rai. C'era pure a sottolinearlo uno spot di rara bellezza con Dj Francesco che purtroppo non sono riuscito a trovare.
Tralasciando l'elenco infinito dei buoni motivi che ci sarebbero per NON pagare il canone, vorrei soffermarmi su una cosa. Da anni la tivù di Stato insiste nel chiamare abbonamento una cosa che abbonamento non è, in quanto non si tratta altro che di una tassa sul possesso. Infatti, come recita l'art. 1 del regio decreto 21/02/1938,
Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.
Quindi, non sono soggetti al pagamento coloro che seguono le trasmissioni radiotelevisive, ma tutti quelli che sono in possesso di un televisore, o di una radio.

Ora, ben sapendo che Wikipedia non è la bocca della verità, ma solo per una questione di comodità, riporto da essa la definizione di "abbonamento":

L'abbonamento è una clausola di una convenzione (contratto) che un cliente contrae con un fornitore di servizi o beni al fine di poter accedere, per un certo periodo, a multipli di essi secondo una tariffa stabilita.

Se l'abbonamento è una clausola di una contratto, qualcuno mi potrebbe spiegare come c...o si fa a recedere?

Consumatori fidelizzati del nuovo millennio

Vi è mai capitato, qualche volta, di aprire il portafoglio e rendervi conto che era così affollato di tessere tanto da non riuscire nemmeno a trovare una banconota o la carta di identità?
Sicuramente, almeno in parte, la colpa è di un discreto quantitativo di fidelity cards, le tessere punti che ormai tutti, ma dico tutti i grandi marchi usano come strategia di marketing per legare a sè il consumatore.
Col risultato che ormai, tra punti fragola, mille miglia, punti spesamica, ikea family, you & agip, mediaworld multicard e chi più ne ha più ne metta, rischiamo seriamente di consegnare una di queste al posto della patente se in caso venissimo fermati per un controllo stradale.
A venire in nostro aiuto, almeno da qualche settimana a questa parte, sembrerebbe esserci Nectar, una carta fedeltà che già da anni esiste nel Regno Unito e che è pronta a sbarcare anche in Italia. In pratica, Nectar sarebbe una sorta di raccoglitore delle mille raccolte punti e bollini che infestano le tasche del nostro borsellino. Grazie ad accordi di partnership con marchi di primo piano come Sma e Auchan per la grande distribuzione, Ip e Api per benzine e prodotti petroliferi, Unieuro per l'elettronica di consumo e Hertz per quanto riguarda il noleggio di autoveicoli, Nectar unifica tutte le nostre spese in un'unica raccolta punti, con un catalogo e il nostro saldo punti consultabile da web. Oltre a questi, sono presenti anche diversi shop online come la vendita di biglietti aerei di Air France e Alitalia, Apple Store, iTunes, Dell e eBay per i prodotti tecnologici e laFeltrinelli per l'acquisto di libri online, solo per citare i più famosi.
Resta da capire in tutto questo, dove stia il guadagno di Nectar. Immagino (ma non ho verificato) che probabilmente venga riconosciuto all'utente una quantità di punti minore rispetto a quella del programma di fidelizzazione originario, raccogliendo quindi una certa percentuale come commissione. Per fare un esempio, se con la tessera punti di Auchan, ci viene riconosciuto un punto ogni 80 cent di spesa, magari Nectar ce ne attribuirà solo uno ogni euro.
Purtroppo, ad oggi, comunque i brand presenti sembrano essere ancora pochini per poterci permettere di alleggerire significativamente il nostro portafogli. Speriamo quindi che altri marchi aderiscano a questo nuovo sistema che mi auguro raccolga il favore di una buona fetta di consumatori.

28 febbraio 2010

Mi ride il culo

Spero che mi venga perdonata la volgarità, ma non riesco a smettere di ridere da quando ho letto che il Pdl laziale non è riuscito a consegnare per tempo (sarà forse a causa delle solite liti sulla composizione delle liste e sull'assegnazione delle candidature?) l'elenco dei candidati per la provincia di Roma. Ora il Pdl piange e si appella al buonsenso di Napolitano...chissà se davvero alle regionali nel Lazio non sarà possibile votare per la Polverini. Scommettiamo che il governo varerà un bel decretino ad hoc?

24 febbraio 2010

Adesso iniziano le parodie...

Da accompagnare con la lettura dell'ottimo editoriale di ieri di Gramellini su La Stampa.

23 febbraio 2010

Succede vicino alla mia città

Certe volte non capisco se abito a Mantova, nel cuore dell'Insubria leghista o in Afghanistan.

Wifi on the rail

Frenitalia ci informa che presto avremo sui fantastici treni Quattrofrecce una valanga di nuovi servizi tra cui il wifi in vettura (che cosa stavano aspettando?) e verrà superata la vetusta divisione in due classi, anticaglia retaggio del XX secolo. Speriamo non sia la solita scusa per livellare all'insù per l'ennesima volta i prezzi dei treni a lunga percorrenza, che, come noto, non sono soggetti a contrattazione con gli enti locali come per i biglietti dei treni regionali, visto che ormai per chi vorrebbe spendere un po' di meno per la tratta Milano-Roma non resta che scegliere dalla riserva indiana quei due, tre Intercity rigorosamente Plus (poi qualcuno mi spiegherà che cos'hanno di diverso dai vecchi Intercity) che non sono stati piallati dal lancio della cosiddetta "metropolitana d'Italia".

Nota: la contrattazione non è necessariamente un bene, anzi tutto sommato è un male minore. In teoria i prezzi dovrebbero essere giustamente decisi dal mercato. Ma visto che Trenitalia non mi sembra operi nel libero mercato, che senso ha che decida lei da sola i prezzi?

Queste classi piene di immigrati

Sono piene di figli di extracomunitari anche perché noi di figli ne facciamo pochi, e se ne facciamo pochi è anche perché chi ci prova, poi, spesso viene trattato così.
E se succede alla responsabile marketing di Red Bull Italia, non voglio immaginare cosa succede alla cassiera dello Sma, alla centralinista di Tele2, alla commessa di Oviesse...

22 febbraio 2010

Vi raccontiamo che cos'è successo ma non perché è successo

Oggi ho visto di sfuggita un servizio al Tg1 che riferiva dello sciopero della fame che Emma Bonino ha intenzione di intraprendere. Dopo aver introdotto così la notizia
EMMA BONINO, CANDIDATA DEL CENTROSINISTRA A GOVERNATORE DEL LAZIO, ANNUNCIA DA MILANO CHE NEL POMERIGGIO CIOMINCERA' LO SCIOPERO TOTALE DELLA FAME E DELLA SETE PER CHIEDERE UN DECRETO CHE RIPRISTINI - DICE - LA LEGALITA' DEL PROCESSO ELETTORALE CHE, A SUO GIUDIZIO, VEDE VIOLATA LA LEGGE. MA SENTIAMO LE PAROLE DELL'ESPONENTE RADICALE.

il buon Paolo di Gianantonio fa partire il servizio.

video

Ora, mi chiedo, chi l'avesse visto in tv senza essersi preso la briga di approfondire altrove la cosa, che cazzo ha capito? Perché Emma ha deciso di iniziare l'ennesimo sciopero della fame? Come mai il Tg1 ha così macroscopicamente occultato le motivazioni?

Il vincitore morale

Questa sera a cena, mia sorella mi ha fatto notare le sottili e pungenti critiche presenti nel testo della canzone che Cristicchi ha portato a Sanremo, che fino ad oggi avevo ascoltato, distrattamente, solo una volta. Purtroppo non sono un fan e quindi non so dire se questo è il solito stile di Simone (ma immagino di si) o meno, però direi che si contrappone in maniera eccellente alla sciatta, triste, iperbanale e retorica descrizione dell'Italia che ci ha dato, rischiando pure di vincere, il fantastico trio formato dall'esiliato, il tinto (no, non è Berlusconi) e da quell'altro che non mi ricordo nemmeno chi sia.

Update: segnalo l'ottimo editoriale di Gramellini su La Stampa

Forse cercavi...


Non usa più mettere i suggerimenti? Così almeno ad uno gli viene il dubbio d'aver scritto una fregnaccia...

21 febbraio 2010

A pensar male si fa peccato...

...ma spesso ci si azzecca.

Quando si dice investire sul futuro...

Mentre in Italia sottraiamo (a causa della crisi, dicono loro) denaro pubblico ai programmi per garantire un'accesso ad internet decente per tutti, negli Stati Uniti invece, per combatterla, la crisi, si decide di spendere dei soldi per collegare chi non è collegato e migliorare la velocità di chi lo è già, partendo dagli enti pubblici: edifici scolastici, studi medici e strutture ospedaliere, etc.

Non è un'idea stupida: pensate a quante cose si potrebbero fare se, prima di tutto le istituzioni, e poi, i cittadini (ad oggi ancora il 12% degli italiani non può avere una connessione a banda larga) fossero in rete. Rilascio di certificati, pagamenti, un sacco di cose che ci fanno perdere tempo e denaro e che potrebbero essere fatte comodamente da casa o dal posto di lavoro.

Il digital-divide è un problema che con l'esplosione di internet e dei servizi che si possono trovare online sta diventando ogni giorno più difficile da affrontare. Di fatto, chi abita fuori dai grossi centri urbani, dove per gli operatori è conveniente investire in apparecchiature per la banda larga, è tagliato fuori. Collegare questo tipo di utenti è spesso un costo che aziende che operano sul mercato (siamo davvero in un'economia di mercato? facciamo finta di si per il momento...) non possono permettersi, anche perché spesso sono indebitate fino al collo (ma su Telecom sarà il caso di scrivere un'altro post, mi sa) e si rende quindi necessario l'intervento dello Stato.

Purtroppo però, mentre si cerca di risolvere questo problema, già un altro si profila all'orizzonte: l'ampliamento delle reti attuali. Oggi, la velocità massima per chi è collegato ad internet mediante ADSL è dell'ordine dei 10-20 Megabit/s (in download, ovviamente, dato che per l'upload raramente si arriva ad 1 Megabit/s). Con velocità di punta che si registrano solo per i particolarmente fortunati che abitano a meno di 3-5 km dalle centrali di aggregazione delle utenze. Decine di Megabit che stanno iniziando a diventare scarsi per le applicazioni (una fra tutte, il video, soprattutto quello ad alta definizione) più avanzate che si diffondono in rete.

Il collo di bottiglia è rappresentato dalla cosiddetta rete di accesso, una delle due distinzioni in cui viene solitamente suddivisa la rete fisica di un operatore telefonico o provider internet: si tratta della miriade di fili perlopiù di rame che parte dalle centrali dislocate sul nostro territorio per raccogliere il traffico (telefonico e dati) degli utenti per raggiungere le nostre case. Mentre questa, appunto per la tecnologia ormai obsoleta del cavo in rame, permette velocità piuttosto limitate, negli ultimi 10-15 anni gli operatori hanno investito molto (anche in eccesso, installando capacità inutilizzata) sulla cosiddetta rete di trasporto, ossia la rete che ciascun operatore possiede per smistare il traffico, una volta che è stato aggregato, su tutto il territorio nazionale. Questa rete è solitamente composta da qualche decina di nodi (il più delle volte coincidenti coi principali capoluoghi del Paese), collegati da svariati collegamenti in fibra ottica, che vanno a costituire molto spesso un'enorme capacità installata, ma purtroppo raramente sfruttata appieno. Se quindi la seconda è una rete estremamente veloce e performante, purtroppo la prima, a causa della sua pervasiva e capillare diffusione, non lo è affatto, in quanto un suo rinnovamento richiede spese ingenti.

Da anni si discute perciò di effettuare questo inevitabilmente lento quanto necessario passaggio, è però, secondo la modesta opinione di chi scrive, quantomai necessario passare dalle parole ai fatti, perchè il treno della ripresa economica, passa anche da questo, e non possiamo assolutamente permetterci di perderlo.

18 febbraio 2010

Prove di Net Neutrality...e in Italia?

Al recente Mobile World Congress, in corso in questi giorni a Barcellona, Verizon annuncia che non opporrà più limitazioni a chiamate e chat Skype sulla sua rete. Il tema è davvero di quelli che scottano: si tratta della tanto dibattuta Net Neutrality.

Da anni in rete si discute di in cosa debba consistere un accesso ad internet. I modelli che si scontrano sono solitamente due: il punto di vista delle telco, le grandi compagnie telefoniche e gli operatori di accesso ad internet (come Telecom, Infostrada, Fastweb, Vodafone, ecc.) e quello degli utenti e di chi offre servizi su internet (come chi offre servizi di messaggistica tipo Messenger o Skype, gestori di posta elettronica, video sharing come Youtube, ecc.).

Ai primi, che offrono l'accesso e la banda, piacerebbe monetizzare tutti o buona parte dei bit che transitano sulle loro reti, ponendo limiti e soglie a gran parte delle nostre attività in rete. Succede già nelle reti ad accesso mobile, in quanto l'etere, essendo una risorsa di banda molto scarsa, deve essere gestita con estrema (eccessiva?) parsimonia.
Skype e tutti gli altri software di messaggistica/chiamate voip si mettono infatti in concorrenza coi tradizionali servizi di telefonia e SMS degli operatori telefonici, che hanno margini spropositati su questi servizi, rispetto al loro reale impatto sui costi (una chiamata voce nella peggiore delle ipotesi occupa qualche Kb/s, a fronte di un'offerta che spesso è di centinaia di Kb/s, per non parlare di un messaggio di testo, che consta di poche decine di byte e che ha un costo praticamente nullo per l'operatore telefonico il quale ce lo rivende spesso a più di 10 centesimi di euro!).
In pratica è un po' come se quando andate in autostrada, al momento di pagare il biglietto vi venisse fatto pagare un prezzo diverso a seconda del fatto che abbiamo transitato in prima, seconda o terza corsia, andando quindi a velocità più o meno alta.

I secondi invece, si battono per avere, appunto, una rete neutra, nel senso che l'operatore dovrebbe fornire solamente l'accesso e farsi pagare per questo, senza costi aggiuntivi per qualsiasi servizio di cui si fa uso (o al massimo offrirli ma in alternativa a quelli che ci sono, e non in esclusiva).

In Italia ormai siamo abituati da anni alle associazioni dei consumatori che strillano e agli operatori che fanno orecchie da mercante (coi costi per SMS e chiamate più cari d'Europa), chissà se il dibattito in corso negli Stati Uniti arriverà prima o poi anche da noi...

16 febbraio 2010

Quando stupri la natura...

...prima o poi si ribella. (e per fortuna che non c'è scappato il morto, sennò sarebbe pure partita la solita tiritera ipocrita dei disastri imprevedibili, delle calamità naturali, della punizione divina...come se non fosse una novità che praticamente tutta l'Italia è sotto rischio idrogeologico...)

Formigoni come Mr. Lui

E io che pensavo che dopo questa e questa avessimo toccato il fondo. Evidentemente vale sempre il principio che una volta raggiunto, si inizia a scavare...

15 febbraio 2010

Equo scompenso

Dday pubblica le prime foto di telefonini provvisti del bollino SIAE, conseguenza diretta dell'equo compenso, l'invenzione di fine anno del ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi. Curioso, sembra quasi di acquistare un CD di Micheal Jackson o il DVD dell'ultimo concerto dei Queen!
Ma che cos'è l'equo compenso? In realtà niente di nuovo, dato che era già presente su tutti i supporti ottici vergini (cioè CD, DVD, CD-RW, ecc.) ormai da diversi anni. In pratica, per compensare autori ed editori dai minori introiti derivanti dalle cosiddette copie private, ossia le copie che chi compra un disco realizza per ascoltare ad esempio il suo cantante preferito in auto piuttosto che sullo stereo di casa, o per proteggere un film da eventuali graffi che potrebbero comprometterne definitivamente la visione, chi produce supporti masterizzabili deve versare alla SIAE una certa quota (che poi viene riversata su chi compra al dettaglio), a compensazione appunto di questi mancati guadagni. Questo, indipendentemente dal fatto che il disco venga effettivamente usato o meno per fare una copia.
Bene, il 30 dicembre scorso, il fine cantore di Vanity Fair, ha pensato bene (probabilmente dietro le pressioni di chissà chi...) di estendere questo prelievo anche a molte altre tipologie di prodotto, forse anche a causa del fatto che oramai il mercato dei dischi ottici è in inesorabile declino, in quanto le capacità sia dei dischi fissi che delle memorie a stato solido li stanno surclassando rapidamente.
Pensiamo per un attimo a tutte le foto o i filmati che facciamo assieme ai nostri amici o famigliari con il telefonino, alle chiavette USB su cui salviamo dati e documenti di lavoro o relativi al nostro studio, ai nuovi videoregistratori digitali che memorizzano su hard disk (quando qualcuno non ce lo impedisce) trasmissioni per le quali abbiamo già pagato o un canone o un abbonamento oltre ad esserci sorbiti la pubblicità di cui sono infarcite, i dischi fissi esterni che molte aziende (e pure privati cittadini) usano come soluzione economica per il backup dei loro dati o infine i computer (i computer! non i dischi che stanno dentro il computer!): tutti questi usi non sono copie private di opere coperte dal diritto d'autore. Eppure, ci paghiamo ugualmente sopra la tassa (ma non ditelo al ministro o alla SIAE, che sennò si offendono). Infine una domanda: ma allora, se è lecito farsi copie private di album e film, perché c'è un interesse così assiduo e forsennato a sviluppare nuovi codici e tecnologie di protezione dalla copia?