18 settembre 2011

Come rimuovere una pedivella a chiavetta senza faticare

Una delle cose che odio quando riparo una bicicletta "vecchio stile" (quelle, per intenderci, che non hanno movimenti centrali a perno quadro, freni cantilever o v-brake e sono in genere single speed) è la rimozione della pedivella sinistra e della guarnitura. Come tutti sanno, una volta, l'accoppiamento pedivella/perno m.c. veniva fatto per mezzo di una chiavetta, o spina, in pratica un piccolo cuneo di metallo incastrato tra i due pezzi e poi tenuto in posizione con dado fissato sull'estremità filettata dal lato opposto a quello di entrata.

Rimuovere questo piccolissimo pezzetto di metallo può costare la scomunica per chi è credente, o comunque lunghi momenti di fatica e scoramento. Questo perché nonostante tutte le precauzioni che uno possa prendere per facilitarne l'uscita usando lubrificanti penetranti/sbloccanti o altri accorgimenti, le probabilità che l'estremità filettata si pieghi, si deformi o si schiacci dentro la sede della pedivella, sono piuttosto alte. In genere, se non si gode della possibilità di accedere ad attrezzature professionali, in caso capiti questa funesta eventualità, si inizia ad usare qualche attrezzo improvvisato possibilmente appuntito che funga da estrattore.

Oggi però, ho scoperto uno strumento che finalmente mi eviterà per sempre le pene descritte poc'anzi, e che penso si meriti a pieno titolo di poter far parte dell'attrezzatura di base di chiunque ripari da solo le proprie biciclette. In realtà non so come si chiami, e se qualcuno mai, leggendo questo post, dovesse conoscerne il nome, mi farebbe un piacere a lasciarmelo scritto nei commenti. Il marchio, come si legge nella foto, è una garanzia per chi lo conosce. Si tratta di una specie di punzone di  acciaio (sicuramente una lega particolare) fatto apposta per situazioni di questo tipo, assolutamente indeformabile, disponibile in diverse misure e che con estrema facilità permette di estrarre la chiavella. Io ho usato una mazzetta da un chilo, ma credo che con una un po' più pesante avrei fatto ancora meno fatica. Con quattro-cinque colpi ben assestati, la chiavella che fino a poco prima pareva incastrata come una spada nella roccia, è uscita senza fare una piega. Sbalorditivo.

UPDATE: mi dicono si chiami "contropunzone", anche se ho l'impressione che sia uno di quegli aggeggi, tipo i tappini che si mettono in fondo ai cavi freno/cambio per evitare che si sfrangino, che hanno mille nomi e nomignoli non ufficiali, a seconda delle regioni, delle persone e degli umori.


8 commenti:

  1. Ciao
    io l'ho sempre chiamato contropunzone.

    Alessandro

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  2. io purtroppo l'ho rovinata... se ne vendono? dove?

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  3. purtroppo dovrò andare dal ciclista perchè anche con quell'arnese non funziona..
    il mio babbo lo chiama BULINO

    saluti

    Alice

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  4. si chiama semplicemente "cacciaspine"
    ciao!

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    Risposte
    1. trainerguido3 marzo 2012 15:41

      l'ultima volta che mi si è incastrata la 'zeppa', a roma l'abbiamo sempre chiamata così, ho trapanato per tre pomeriggi... in effetti ero sprovvisto dell'attrezzo di cui sopra, detto punzone, ma credo che la cosa più importante sia dare il primo colpo perfettamente verticale. Vero anche che scaldare la parte con la fiamma della butan gas da campeggio, facilita di molto il lavoro: bastano dei colpettini...

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    2. che punta hai usato??? son in panico mi vien da buttar tutto il telaio giu da una rupe!! sono nero!!!

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  5. Io lo chiamo punzone.
    Lo uso per lo stesso scopo ma a volte la "maledetta" chiavella è quasi peggio della spada nella roccia. Una volta dopo gg a provare di tutto, anche scaldando e trapanando ecc... ho optato per tagliare col flessibile guarnitura e perno del movimento pur di riuscire a smontare...

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