Visualizzazione post con etichetta google. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta google. Mostra tutti i post

26 agosto 2010

Telefona con Gmail, tanto costa uguale

Stasera, appena aperta la posta su Gmail, un simpatico popup mi informava (come confermato poi sul blog ufficiale) di una grande novità. Da oggi è possibile, tramite l'apposito modulo integrato della chat di Gtalk, effettuare chiamate verso rete fissa e mobile a prezzi (a dir loro) vantaggiosissimi e - addirittura - gratuitamente per Canada e Stati Uniti.
Sta a vedere che ho trovato il modo di non pagare, o pagare poco, le chiamate verso i cellulari. In realtà, manco a dirlo, non c'è niente di nuovo sotto il sole, visto che i prezzi sono esattamente in linea con qualsiasi operatore di telefonia fissa, mobile o Voice-over-IP (uno a caso, skype) operante nello stivale italico, al netto di eventuali promozioni.
Al primo che mi spiega perchè mai dovrei spendere non meno di quanto mi costa già una chiamata a cellulare per una qualità che nel migliore dei casi (in quanto VoIP) non è peggiore di quella della rete telefonica, offro una media di Stella (una piccola, se è Davide).

23 maggio 2010

Il nuovo che avanza

Come spesso mi capita di notare, Mantellini, nei suoi editoriali per Punto Informatico, delinea brillantemente i tratti distintivi della nostra classe dirigente fatta di gerontocrati. Non sanno neanche ciò di cui stanno parlando.
Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Berlusconi, durante una conferenza stampa in occasione della visita del Presidente egiziano si è avventurato (http://www.youtube.com/watch?v=kEu20JRW0YA) , con qualche esitazione, in un discorso sulla centralità delle nuove tecnologie ed ha storpiato il nome del più utilizzato motore di ricerca al mondo chiamandolo “Gogol”. Un motore californiano trasformato in un romanziere russo non è cosa di tutti i giorni. Molti si sono giustamente domandati, anche fra quel 50% di italiani che non conoscono i segreti di Internet, come sia possibile che il Premier non sappia pronunciare un termine che conoscono perfino le pensionate del circolo dell’uncinetto. Mai letto un articolo di giornale? Mai ascoltato qualcuno che citava Google? Mai avuto una curiosità seppur minima e occasionale per una delle parole centrali della società contemporanea da almeno 10 anni a questa parte? Anche questo è un segno del mondo che cambia: inevitabilmente, anche nei fondamentali, qualcuno resta indietro. C’è da restare meravigliati nello scoprire che fra gli irrecuperabili vanno compresi i vertici decisionali del Paese.

16 marzo 2010

Alternative disponibili: BICICLETTA!!!



La scorsa settimana, per una coincidenza, mi sono affidato a Google per raggiungere da casa mia la biblioteca di Bovisa. Peccato che ad un certo punto mi sono ritrovato in una strada a due corsie per senso di marcia delimitata da tre file di new jersey con auto che sfrecciavano a ben oltre i 70 km/h come nella in foto. Non proprio piacevole da percorrere in bicicletta anche per un ferrato ciclista urbano come me.

Io amo Google, e ogni giorno me ne convinco sempre di più. Certo, di fatto per servizi di ricerca e applicazioni web è praticamente l'unico player sul mercato, e tutti sappiamo quanto faccia bene a quest'ultimo un po' di sana concorrenza. C'è da ammetere, però, che è una vera e propria fucina di idee semplici, pratiche e quasi sempre molto intelligenti. Quella di cui voglio parlare oggi è il supporto alla pianificazione dei percorsi pensato esclusivamente per la bicicletta in Google maps (per il momento solo attivo sulla versione statunitense).

Diavolo d'un Google, ci voleva proprio questa! Per ovviare al problema infatti, quando devo andare da qualche parte e pianificare il percorso, di solito scelgo "a piedi" in modo da evitare strade di scorrimento e quant'altro, con l'inconveniente però, che spesso il motore di navigazione mi propone di fare strade in senso contrario. L'opzione "bici" invece, come spiega punto informatico, calcola la strada migliore evitando pericolose strade veloci, faticosi saliscendi e, quando presenti scegliendo piste e corsie ciclabili.

Tanto per fare un esempio, a San Francisco, ben nota per le sue ripide salite e discese immortalate in decine di film, le due immagini seguenti rappresentano lo stesso itinerario calcolato prima per l'auto e poi per la bici. Sensazionale!

3 marzo 2010

Fotoritocco in the cloud

Dday ci informa che Google ha recentemente acquistato Picnik, un portale gratuito di fotoritocco completamente online, che gli permetterà ben presto di allargare il suo portfolio di applicazioni online anche al photoediting.
Andrà quindi a fare compagnia, solo per citarne alcuni, alla suite di produttività personale (Docs, composta da editor di testi, foglio di calcolo e creazione di presentazione) e alla ormai diffusissima casella di posta elettronica Gmail, che assieme a Calendar diventa quasi un perfetto sostituto di Microsoft Outlook.
In effetti ancora mancava un programma del genere tra la selva di applicativi che già ci offre BigG, e non è un caso che anche il settore del fotoritocco sia entrato a farne parte.

La strategia di Google infatti è, se ci si pensa, per certi versi terribilmente inquietante, ossia rendere letteralmente indispensabile una cosa che mai con nessuno sconosciuto faremmo mai, cioè permettergli di conoscere tutto, o quasi, della nostra vita: i fatti nostri, le nostre abitudini, le nostre preferenze. Dalla mail che scriviamo ai nostri colleghi di lavoro, alla conversazione con la fidanzata o il video delle nostre vacanze.
Il grande progetto che Mountain View spera di realizzare in un futuro piuttosto prossimo nella nostra vita di tutti giorni è, infatti, passare dall'archiviazione dei dati su computer con dischi sempre più capienti e cpu sempre più potenti, all'uso di computer sempre più piccoli, leggeri e, volendo, anche meno performanti di una volta (magari con una piccola memoria a stato solido al posto di un disco fisso, decisamente più rapida e resistente ai maltrattamenti come cadute e vibrazioni) che possano però contare su risorse (spazio e computazione) "in the cloud", come usa dire di questi tempi. Ossia nella rete o, per meglio dire, sui computer e i server di Google.
Non è un caso, infatti, che Google stia cercando da una parte di buttarsi nel business della produzione di energia, e dall'altra di delocalizzare i propri datacenter in paesi freddi come Scandinavia e Siberia dove le spese di condizionamento sono per ovvi motivi decisamente più contenute, proprio per far fronte alle enormi capacità di archiviazione e capacità di calcolo di cui probabilmente dovranno presto aver bisogno.

Certo, penso che ormai solo pochi stolti credano che la ragione sociale del colosso dei motori di ricerca sia "onlus" quando invece è ovviamente "inc", e Google userà tutto ciò che gli forniamo esclusivamente (o quasi) per fare utili e monetizzare i nostri dati profilandoci e fornendo agli investitori pubblicitari la possibilità di offrirci annunci studiati e mirati sui nostri gusti e le nostre abitudini.
Cerchiamo di non dimenticarlo mai quando, con l'entusiasmo del primo giorno di scuola, buttiamo tonnellate di affari nostri sul computer di qualcun altro, stando sempre molto attenti alle impostazioni relative alla privacy di ogni servizio che usiamo, ossia come e quanto i nostri dati sono visibili a un'utenza più o meno vasta, tenendo eventualmente nascoste le informazioni di cui magari siamo più gelosi o riteniamo siano più sensibili.

Da ultimo, ricordiamoci sempre che tanto più un sito, un portale, un servizio web sono diffusi e "famosi", quanto più sarà appetitoso per hacker e cyber criminali di tutto il mondo, esponendoci quindi al rischio che i dati che gli affidiamo possano essere rubati o in qualche modo violati. Con tutte le conseguenze del caso. Ma di questo forse parlerò in un altro post.

22 febbraio 2010

Forse cercavi...


Non usa più mettere i suggerimenti? Così almeno ad uno gli viene il dubbio d'aver scritto una fregnaccia...