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19 marzo 2011

Un oceano dal rubinetto

Questo finesettimana sono ritornato a Mantova, dai miei. Era un po' che mancavo e ho fatto caso per la prima volta alla valanga d'acqua che usciva dai rubinetti, abituato come sono al tenue rivolo che esce solitamente dai miei, proprio a causa di ciò di cui voglio parlare oggi: i riduttori di flusso.

Stupito da tanta abbondanza, ho deciso, prima di agire secondo impulsività, di fare una prova oggettiva, che chiunque può condurre: ho preso una caraffa da un litro e ho misurato con un cronometro (quello del cellulare) quanto ci impiegava a riempirsi. Dividendo 60 per questo tempo, si ottiene la portata in litri al minuto del rubinetto. I risultati sono stati i seguenti:
- lavello cucina: 15.7 [l/min]
- lavello bagno: 9.5 [l/min]
- bidet: 10.5 [l/min]
- doccia: 15.4 [l/min]

Cioè un'enormità. Per fare qualche esempio, con questi consumi, una doccia "comoda" di una quindicina di minuti equivale a riversare nello scarico 230 litri di acqua (scaldata, tra l'altro, il che implica un corrispondente e ulteriore consumo di gas o elettricità), lavare i piatti a mano lasciando scorrere l'acqua del rubinetto per dieci minuti implica gettare via quasi 160 litri, mentre lavarsi i denti "dimenticando" (e non si dovrebbe) il rubinetto aperto per cinque minuti si arriva a sprecare quasi 50 litri d'acqua, è bene ricordarlo, POTABILE (con tutto quello che ne consegue, in termini di depurazione, trattamento e via dicendo). Per avere un'idea di quanto siano cinquanta litri d'acqua, basta immaginare che sono pari a più di cinque casse d'acqua, di quelle che si comprano al supermercato, per bere a tavola. Finiti in un battibaleno giù per lo scarico fognario.

Una soluzione a questo delirio c'è, come scrivevo poco prima. Si chiama appunto riduttore di flusso e si può acquistare in un qualsiasi negozio di ferramenta o articoli per la casa a pochi euro. L'installazione è semplicissima: basta svitare, se già c'era, il frangigetto ed avvitare il riduttore al suo posto. Per passare nel giro di pochi istanti a consumare circa un quarto di prima. I riduttori per lavandini erogano infatti circa 4-5 litri d'acqua al minuto, mentre quelli per la doccia lasciano passare un po' più d'acqua e stanno tra i 7 e gli 8. Il comfort non cambia di una virgola, a parte che magari se serve riempire il lavandino rapidamente dovremo attendere un po' di più o sciacquare i piatti richiede qualche istante di più perchè il flusso d'acqua è fortemente ridotto, però questo farà in modo che useremo praticamente tutta l'acqua che esce dal rubinetto, sprecandone davvero poca.

1 marzo 2010

Consumatori fidelizzati del nuovo millennio

Vi è mai capitato, qualche volta, di aprire il portafoglio e rendervi conto che era così affollato di tessere tanto da non riuscire nemmeno a trovare una banconota o la carta di identità?
Sicuramente, almeno in parte, la colpa è di un discreto quantitativo di fidelity cards, le tessere punti che ormai tutti, ma dico tutti i grandi marchi usano come strategia di marketing per legare a sè il consumatore.
Col risultato che ormai, tra punti fragola, mille miglia, punti spesamica, ikea family, you & agip, mediaworld multicard e chi più ne ha più ne metta, rischiamo seriamente di consegnare una di queste al posto della patente se in caso venissimo fermati per un controllo stradale.
A venire in nostro aiuto, almeno da qualche settimana a questa parte, sembrerebbe esserci Nectar, una carta fedeltà che già da anni esiste nel Regno Unito e che è pronta a sbarcare anche in Italia. In pratica, Nectar sarebbe una sorta di raccoglitore delle mille raccolte punti e bollini che infestano le tasche del nostro borsellino. Grazie ad accordi di partnership con marchi di primo piano come Sma e Auchan per la grande distribuzione, Ip e Api per benzine e prodotti petroliferi, Unieuro per l'elettronica di consumo e Hertz per quanto riguarda il noleggio di autoveicoli, Nectar unifica tutte le nostre spese in un'unica raccolta punti, con un catalogo e il nostro saldo punti consultabile da web. Oltre a questi, sono presenti anche diversi shop online come la vendita di biglietti aerei di Air France e Alitalia, Apple Store, iTunes, Dell e eBay per i prodotti tecnologici e laFeltrinelli per l'acquisto di libri online, solo per citare i più famosi.
Resta da capire in tutto questo, dove stia il guadagno di Nectar. Immagino (ma non ho verificato) che probabilmente venga riconosciuto all'utente una quantità di punti minore rispetto a quella del programma di fidelizzazione originario, raccogliendo quindi una certa percentuale come commissione. Per fare un esempio, se con la tessera punti di Auchan, ci viene riconosciuto un punto ogni 80 cent di spesa, magari Nectar ce ne attribuirà solo uno ogni euro.
Purtroppo, ad oggi, comunque i brand presenti sembrano essere ancora pochini per poterci permettere di alleggerire significativamente il nostro portafogli. Speriamo quindi che altri marchi aderiscano a questo nuovo sistema che mi auguro raccolga il favore di una buona fetta di consumatori.