«Non ho timore di farmi giudicare. Davanti ai magistrati non sono mai fuggito»
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29 gennaio 2011
9 ottobre 2010
Happy birthday, Mr. Putin!
Se ancora avevamo qualche dubbio su quale sia la razza di statisti alla quale il nostro Presidente si ispira per la sua azione di governo, questa non è che l'ennesima, ulteriore conferma. Anzi, stavolta sembra quasi che siano stati loro a copiare da noi. Chissà se manca ancora tanto per vedere a Villa Certosa Kim Il Sung o Mahmud Ahmadinejad.
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17 giugno 2010
Intercettateci tutti
Raramente mi trovo d'accordo con le scelte dei dirigenti nazionali del PD, ma ogni tanto, fortunatamente trovano il coraggio di scuotersi dal torpore che li avvolge e tentare di praticare qualche cosa che abbia le sembianze di un'opposizione al peggior governo degli ultimi 150 anni, per parafrasare le parole del suo stesso Presidente.
Sembra infatti che l'ormai famigerato ddl intercettazioni (o meglio, elimina-intercettazioni) procuri qualche conato di vomito anche al principale partito di opposizione, che ha lanciato questa lodevole iniziativa per eliminare, con un emendamento, una delle tante porcherie che è stata infilata in questa legge.
Vale a dire l'obbligo di rettifica, uno strumento che già esiste nel caso dei prodotti editoriali "normali" come quotidiani, riviste, giornali web e quant'altro, ma che verrebbe esteso, se non verrà cambiata la norma, anche a tutti i generici "siti informatici", un modo quindi per cacciarci dentro anche tutti i siti, portali e blog gestiti in modo amatoriale o comunque assolutamente non editoriale.
L'obbligo avrebbe come tempo massimo per ottemperare alla rettifica un termine di 48 ore, un tempo ragionevole per una redazione di un quotidiano che lavora 365 giorni l'anno, ma assolutamente esiguo per chi gestisce un blog, come ad esempio il sottoscritto, che magari potrebbe anche non badarci per un weekend o un'intera settimana ritrovandosi poi ad incorrere in gravi sanzioni (del tipo di multe a tre zeri, se non peggio).
Invito dunque tutti quanti come me hanno un piccolo o grande blog, generalista o di settore che sia, a inserire l'elemento che si vede qua sopra nel proprio, e visitare la pagina web della mobilitazione, dove si può recuperare il codice e segnalare l'indirizzo del proprio sito.
Questa non è una legge ad personam, è molto peggio. Le intercettazioni danno fastidio a tutti, soprattutto ai potenti. Senza distinzioni tra destra e sinistra (Consorte, Fassino e D'Alema sono i grandi precursori in questo senso) e non solo tra i potenti della politica (gli orrori della clinica Santa Rita a Milano, dove medici senza scrupoli operavano chirurgicamente pazienti che non ne avevano bisogno, solamente per percepire i rimborsi dovuti dall'accreditamento delle strutture in Regione). Mai avremmo potuto sapere se questa legge fosse stata in vigore.
Essere spiati non fa certo piacere a nessuno, e molto spesso più di un giornale ci ha marciato dentro pubblicando cose che nulla avevano a che vedere con le indagini nè tantomeno con l'etica pubblica, ma solo per il gusto di rendere noti gossip e conversazioni pruriginose, ma certe persone devono avere la consapevolezza che gli affari che sono chiamati a gestire a causa della loro professione sono molto spesso soprattutto affari nostri, e devono accettare la possibilità di poter essere intercettati in ogni momento. Se niente hanno da nascondere, nulla avranno da temere.
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23 maggio 2010
Il nuovo che avanza
Come spesso mi capita di notare, Mantellini, nei suoi editoriali per Punto Informatico, delinea brillantemente i tratti distintivi della nostra classe dirigente fatta di gerontocrati. Non sanno neanche ciò di cui stanno parlando.
Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Berlusconi, durante una conferenza stampa in occasione della visita del Presidente egiziano si è avventurato (http://www.youtube.com/watch?v=kEu20JRW0YA) , con qualche esitazione, in un discorso sulla centralità delle nuove tecnologie ed ha storpiato il nome del più utilizzato motore di ricerca al mondo chiamandolo “Gogol”. Un motore californiano trasformato in un romanziere russo non è cosa di tutti i giorni. Molti si sono giustamente domandati, anche fra quel 50% di italiani che non conoscono i segreti di Internet, come sia possibile che il Premier non sappia pronunciare un termine che conoscono perfino le pensionate del circolo dell’uncinetto. Mai letto un articolo di giornale? Mai ascoltato qualcuno che citava Google? Mai avuto una curiosità seppur minima e occasionale per una delle parole centrali della società contemporanea da almeno 10 anni a questa parte? Anche questo è un segno del mondo che cambia: inevitabilmente, anche nei fondamentali, qualcuno resta indietro. C’è da restare meravigliati nello scoprire che fra gli irrecuperabili vanno compresi i vertici decisionali del Paese.
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14 maggio 2010
Meno tasse per tutti
È davvero curioso che il capo del partito che dal 1994 ripete come fosse un mantra che vuole abbassare le tasse che soffocano la vita di cittadini ed imprese (a proposito, qui un divertente collage-post del buon Sandro Gilioli), convochi a Palazzo Chigi i presidenti di sei regioni del Centro Sud con le pezze al culo per comunicar loro che devono rientrare al più presto dai loro debiti se non vogliono rinunciare ai FAS, i fondi per le aree sottosviluppate. In che modo? Ma aumentando le tasse, parbleu! Mi permetto timidamente di sottolineare che in due di queste sei regioni tale partito è stabilmente al governo dal più di 10 anni, così come in altre tre, esclusa la pausa 2005-2008/2010 (in Abruzzo ci sono state le elezioni anticipate). Se proprio non ci riesce il centrodestra a tagliarle, chi mai dovrebbe farlo?
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20 aprile 2010
La dura vita di chi è in perenne conflitto di interessi
Silvio Berlusconi: la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra e in generale la letteratura, Gomorra (di Roberto Saviano ndr) e tutto il resto
A parte il fatto che sarei curioso di sapere qual è la federazione che si occupa di stilare il ranking all'interno del quale la mafia italiana occupa il sesto posto (è la sesta al mondo per cosa? numero di affiliati, giro d'affari, numero di beni confiscati, ...) e comunque, detto tra noi, sesti nel mondo, quando siamo nei primi otto paesi industrializzati e tra i pochi che, malgrado tutto, possono ancora ritenere di entrare nel novero delle democrazie "occidentali" e liberali; una domanda mi sorge spontanea: ma l'editore che pubblica questo libro così osteggiato dal premier, non ha proprio lui come azionista di maggioranza?
E poi, dato per assodato che per "potenza" siamo sesti, e dunque probabilmente i primi cinque saranno la mafia russa, quella cinese, e qualche cartello del narcotraffico sudamericano o mediorientale, forse si, siamo più popolari che potenti (a proposito, altro problema per metrologi: in cosa si misura la popolarità?). Ma non sarà che la mafia italiana è così popolare appunto perché è proprio quella italiana ad essere così potente?
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16 marzo 2010
Rendimento garantito
Inizia oggi la prima rubrica del blog, che raccoglierà pensieri negativi, malelingue, cattiverie, malignità, nel segno del formidabile principio andreottiano espresso dal noto aforisma "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".
Domanda. Che cos'è che rende più di un investimento immobiliare, una speculazione in futures sul petrolio, o addirittura del traffico di droga o di armi? Risposta. Un anno di governo Berlusconi, ovviamente solo per le tasche del capo del governo, a giudicare dalle dichiarazioni dei redditi 2009 dei parlamentari paragonate con quelle dell'anno prima.
Sembra infatti che il nostro amatissimo, in un solo anno, sia passato da un reddito dichiarato di 14 milioni a ben nove in più, ossia 23. Ovviamente non ci sogniamo nemmeno di pensare che per qualche esotica manovra finanziaria ci sia qualche entrata saggiamente occultata al fisco dal fiscalista di fiducia di Mr B. Certo però, che in un solo anno, i soldi che sono entrati nelle tasche del Presidente sono aumentati del 58,7%. Si, avete capito bene e la virgola è al posto giusto, quasi il sessanta percento in più!
Certo, magari se il Presidente del Consiglio e i suoi famigliari non fossero a capo di una galassia di società finanziarie, catene di supermercati, assicurazioni, gruppi editoriali, immobiliari nonchè tre degli otto canali televisivi nazionali e una delle tre squadre di calcio più importanti del campionato italiano, è difficile credere che a Palazzo Chigi oltre agli interessi di tutti gli Italiani non si faccia anche un mazzolino di cazzi suoi.
Domanda. Che cos'è che rende più di un investimento immobiliare, una speculazione in futures sul petrolio, o addirittura del traffico di droga o di armi? Risposta. Un anno di governo Berlusconi, ovviamente solo per le tasche del capo del governo, a giudicare dalle dichiarazioni dei redditi 2009 dei parlamentari paragonate con quelle dell'anno prima.
Sembra infatti che il nostro amatissimo, in un solo anno, sia passato da un reddito dichiarato di 14 milioni a ben nove in più, ossia 23. Ovviamente non ci sogniamo nemmeno di pensare che per qualche esotica manovra finanziaria ci sia qualche entrata saggiamente occultata al fisco dal fiscalista di fiducia di Mr B. Certo però, che in un solo anno, i soldi che sono entrati nelle tasche del Presidente sono aumentati del 58,7%. Si, avete capito bene e la virgola è al posto giusto, quasi il sessanta percento in più!
Certo, magari se il Presidente del Consiglio e i suoi famigliari non fossero a capo di una galassia di società finanziarie, catene di supermercati, assicurazioni, gruppi editoriali, immobiliari nonchè tre degli otto canali televisivi nazionali e una delle tre squadre di calcio più importanti del campionato italiano, è difficile credere che a Palazzo Chigi oltre agli interessi di tutti gli Italiani non si faccia anche un mazzolino di cazzi suoi.
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21 febbraio 2010
A pensar male si fa peccato...
...ma spesso ci si azzecca.
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